Così
è stato The Final Girls!
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31 ottobre 2017
The Final Girls: e chi se lo aspettava? [Recensione]
10 giugno 2017
La Mummia: ma si, il Dark Universe va bene così!!!
Tutto cominciò nel
lontanissimo 1923 con il film Il Gobbo di Notre Dame
con Lon Chaney. Da quel film in poi, nacquero i Mostri della
Universal. La casa
produttrice con il nostro pianetone come logo, inaugura una lunga
serie di film con protagonisti i mostri più iconici della
letteratura ottocentesca e non: Dracula, Frankenstein, Uomo Lupo,
passando per la fanstascienza di Wells con L’Uomo Invisibile, poi
il Mostro della Laguna Nera, la Mummia. Senza contare la Sposa di
Frankenstein, e, appunto, il Fantasma dell’Opera.
16 gennaio 2017
Paradise Beach e Man in the Dark: quando fuori nevica… [Recensione]
La
neve è il messaggio dell’Universo che ti dice: «chiuditi in casa
e non uscire!».
E
chi siamo noi, per disobbedire all’Universo, insomma, è sempre
l’Universo…
E
ogni nerd che si rispetti che cosa fa? Ovvio! Fa quello che non può
fare come vorrebbe fare: abboffarsi di tutti ciò che gli piace,
fumetti, film, videogiochi, e tutto quello che è costretto a
dilazionare nel tempo.
Dunque,
mentre fuori l’inverno nucleare imperversava, mi son messo, comodo
comodo, copertina a quadrettoni di flanella e borsa d’acqua calda,
come un anziano, in poltrona a guardare due film random, i primi che
mi son venuti a mente, e che non c’entrano nulla l’uno con
l’altro e manco con l’atmosfera da The Day after Tomorrow
oltre la finestra affianco a me: Paradise Beach e Man in the Dark.
25 dicembre 2016
Demolizione di un Giovane Nerd 3: Krampus
Tantissi auguri nerd a tutti voi!
Festeggiamo il Natale con un bel film a tema natalizio! Krampus, quando non credere alla maggia del Natale porta morte, distruzione e disperazione!
Festeggiamo il Natale con un bel film a tema natalizio! Krampus, quando non credere alla maggia del Natale porta morte, distruzione e disperazione!
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16 novembre 2016
Lights Out: una volta tanto protagonisti intelligenti [Recensione]
E quanti horror ci siamo visti? A bizzeffe! Quanti spaventi, quanti sbudellamenti, quanti intestini usati come collanine e denti come orecchini? Non ne parliamo!
Però, diciamoci la verità… Quante volte abbiamo trovato un protagonista che faceva solo cose sensate in un film horror? Si contano sulle dita di nessuna mano! Perchè non ce ne sono!
Poi, in una sera autunnale, piovosa e tempestosa, dopo cena, acquattato sul divano… Eccolo che comici a vedere i primi minuti di Lights Out.
Però, diciamoci la verità… Quante volte abbiamo trovato un protagonista che faceva solo cose sensate in un film horror? Si contano sulle dita di nessuna mano! Perchè non ce ne sono!
Poi, in una sera autunnale, piovosa e tempestosa, dopo cena, acquattato sul divano… Eccolo che comici a vedere i primi minuti di Lights Out.
31 ottobre 2016
True Horror Story 01: la vera storia della famiglia Perron, The Cojnuring
Ma The Conjuring
non è solo un buon film horror, ma si ispira a fatti realmente accaduti o,
quanto meno, ad eventi vissuti in prima persona dalla famiglia Perron: ecco la loro storia.
Parliamo dunque de:
La fattoria di Harrisville.
5 giugno 2016
10 finali shock che ti hanno slogato la mascella: SPOILERAZZI!!!
E quando si tocca il fondo, si tocca eh, mica poco. Tu stai li,
stravaccato sul divano, nella posizione giusta che tanto faticosamente hai
cercato, il culo ben serrato nella sua cunetta familiare e ti guardi il Film/SerieTv/CartoneAnimato/Anime.
E poi? E poi il finale: cambi posizione, ti rigiri, provi la posizione
chiappa-sinistra, poi chiappa-destra, e niente, ti ritrovi seduto, gomiti sulle
gambe e la mascella che tocca per terra. Non parlo, per forza, di finali a sorpresa
che ohmiodioèstatolui, no, ma di quelli che ti hanno lasciato senza parole, per
un motivo o per un altro.
Questi sono i dieci titoli (di prodotti usciti negli ultimi vent’anni,
sennò erano almeno 50) che con il loro finale ti han fatto cambiare la tua
posizione-da-film. Maledetti! Parliamo dei finali, eh, quindi se non avete
visto niente… Ma siete matti!!! Se li avete visti… Bene…
Ps. L’ordine è a caso, come mi son venuti eh…
8 aprile 2016
UT: il nuovo figlio Bonelli [Recensione]
La Bonelli –
lo stiamo vedendo nell’ultimo periodo – sta lanciando sul mercato un sacco di
nuovi prodotti: serie, miniserie, riedizioni… Insomma sta ingigantendo il suo
catalogo.
Ed è qui che
arriva la nuova miniserie UT scritta da Paola Barbato e ideata e disegnata da
Corrado Roi. Anche questa come Orfani, lanciata e pompata prima dell’uscita, è
già diventata una miniserie-evento. Ma com’è sto primo numero, quindi?
31 ottobre 2015
Babadook: la disperazione fa brutti scherzi… E brutti film! [Recensione]
Sono seriamente preoccupato. Già il genere “horror” non ha vita facile
negli ultimi anni, molte le pellicole prive di senso, piene zeppe di banalità,
soliti momenti spaventevoli. Ma quando ci spiattellano il sentimentalismo
facile? Esce Babadook! E questo non va bene! Non va bene perché il povero
genere horror non riesce ad avere la sua giusta espressione. L’horror è una
fabbrica di idee, una fucina per altri film, il terreno di sperimentazioni
linguistiche adottate in altri generi, ma niente, a causa di una moltitudine di
schifezze, non riesce ad avere credibilità. Oh, e mica è facile fare un buon
film horror! E noi, tristemente, lo notiamo. Ma dopo sto pistolotto “horror for
president” andiamo nello specifico!
18 ottobre 2015
The Final Cut: medaglia d’oro al montaggio estremo [Recensione]
Lui si sveglia, esce da casa, si scontra con Lei, si intrigano, si
corteggiano, si amano, si sposano. Lui ha paura che lei lo tradisca, Lei è
incinta ma non sa come dirglielo per via della freddezza di Lui. Lui ubriaco le
mena un paetto, Lei scappa dalla Madre. Lui Sconvolto si arruola in guerra e ci
lascia le zampette, ma… Era tutto un sogno dell’ubriacatura di Lui che corre da
Lei, e si ameranno per sempre. Fine.
Ma quanto può essere banalotto un film così?!? Da uno a dieci,
guadagnerebbe il posto fuori dal concorso, in strada, sotto la pioggia.
Eppure… Un film così… È stato, forse, uno degli migliori film che
abbia visto da anni a questa parte! Perché?
19 aprile 2015
Le Nuove Leggende Del Cavaliere Oscuro: una serie di piccoli capolavori, Capitolo III
Terzo appuntamento con le brevi avventure
del crociato alato e incappucciato, conosciuto per la tenerezza con cui
randella cattivi e per il carattere gioviale e solare… NANANANANANANANA
Batmaaan!!!
Proseguiamo con le storielle più gradevoli
che hanno alleggerito il viaggio del viaggiatore, mentre si accorge che
Nerdopolis è una meta sempre più lontana… Ma il bello sta proprio nelle tappe
per raggiungere la nerditudine… Ma non indugiamo oltre che, poi, Batman si
incazza e lo sappiamo come reagisce!
Le Nuove Leggende Del Cavaliere Oscuro: una serie di piccoli capolavori, Capitolo III
Terzo appuntamento con le brevi avventure
del crociato alato e incappucciato, conosciuto per la tenerezza con cui
randella cattivi e per il carattere gioviale e solare… NANANANANANANANA
Batmaaan!!!
Proseguiamo con le storielle più gradevoli
che hanno alleggerito il viaggio del viaggiatore, mentre si accorge che
Nerdopolis è una meta sempre più lontana… Ma il bello sta proprio nelle tappe
per raggiungere la nerditudine… Ma non indugiamo oltre che, poi, Batman si
incazza e lo sappiamo come reagisce!
14 dicembre 2014
Le Nuove Leggende Del Cavaliere Oscuro: una serie di piccoli capolavori, Capitolo II
Ed eccoci
tornato con il secondo appuntamento con le gesta del Cavaliere Oscuro, più
oscuro di tutti i tempi, e riprendiamo il discorso con le storie più
accattivanti di questa serie.
9 febbraio 2014
Hansel & Gretel, cacciatori di streghe: perché fare un film così? [Recensione]
Già, la
domanda sorge spontanea. Ma non perché il film in se sia brutto. Cioè, non è un
capolavoro, ma non è neanche così orrendo. Forse la domanda migliore sarebbe:
perché rendere i fratelli sfigatissimi-con-genitori-stronzi dei Van Helsing
assetati di vendetta? Cioè, ti servivano proprio sti pargoli con la sindrome
dell’abbandono per fare un film gotico sulle streghe?
Eravamo lì,
placida serata in amichevoli intrattenimenti, pizza calda e appetitosa sul
tavolino, io, la Psicologa, l’Ingegnere e, per la prima volta su queste pagine
digitali, il Capo.
Tutti: «Che
ci vediamo?»
Io: «Un horror sfondi-budella che ci farà mortificare nei pantaloni!»
Io: «Un horror sfondi-budella che ci farà mortificare nei pantaloni!»
Capo: «Ahhhhhhh!!!!! Io mi so spaventata con Chiamata
da uno sconosciuto!» e bisogna dire
che ci vuole coraggio.
Psicologa: «Non abbiamo un bel film?»
Io: «Ma se non te lo vedi come fai a decidere se
è un buon film?»
Ingegnere,
guardando le locandine di film appese alla parete: «Ma qua li abbiamo visti tutti!»
Capo: «Vediamo Le follie dell’imperatore!»
Ingegnere: «Ancora?!?!? Vediamo qualcosa che il buon
Viaggiatore ancora non ha visto!»
Io: «Sempre tenerello l’Ingegnere… C’è un film
che non ho ancora visto: Hansel & Gretel, cacciatori di streghe!»
Capo: «Ma è bello?»
Io: «Ma se non l’ho visto come faccio a
saperlo?!»
Ingnegnere: «Ya che la pizza si fredda!!!»
E, visto che,
se l’Ingegnere non mangia poi diventa cattivo, senza attenta riflessione ci
siamo buttati su sto film.
31 ottobre 2013
Feed: “L’appetito vien…” Aspè, no! Non viene proprio!!! [Recensione]
Continuiamo la tradizione di una bella recensione di un film horror a poche ore dalla notte di Halloween... Ma dopo solo un'anno possiamo già considerarla una "tradizione"? Bah?!
Cominciamo
questo post con una notazione antropologica (tiè tiè). Diciamoci la verità, i
napoletani hanno il grande dono della metafora. Le loro espressioni dialettali
riescono a sintetizzare con arguzia ed ironia le più disparate tipologie di
persone. Pensiamo all’espressione «tiene
‘a capa sule pe’ spartere ‘e recchie» che, letteralmente, significa “hai la
testa solo per dividere le orecchie”. È meravigliosa: indica un individuo la
cui unica utilità della propria testa è quella di separare due appendici,
quindi, parliamo di un idiota. E questa per dire una delle più “famose”. Tra
parentesi (che non capisco perché non ho messo tra parentesi, come ho appena
fatto con questa frase… Mmm), a tutti i napoletani dico che se ce ne sono di
più incisive, aspetto di conoscerle. Dico questo perché la prima frase che mi è
venuta in mente vedendo sto film è stata un’espressione napoletana: «femmene e pizze anna esse massizze»,
cioè che sia le donne che le buone pizze devono essere belle grosse. Ma diciamo
che il regista Brett Leonard (ve lo ricordate Il Tagliaerbe?) ha preso questo detto un po’ troppo alla lettera.
Le donne con le curve sono sempre più affascinanti delle mazze di scopa
monodimensionali, ma qui, in effetti, andiamo dritti dritti nel regno del
WTF?!?!
29 settembre 2013
The Ward: quando per vedere un bel film horror ci si butta sul classico [Recensione]
Sarà che io
ho sempre amato Carpenter, tranne quel coso brutto che era l’episodio della
seconda stagione di Masters of Horror.
Persino il Carpenter di Vampires e Ghost of Mars, che capisco, non tutti
hanno apprezzato il mix western-horror e western-fantascienza molto palesi.
A me questo
film è piaciuto. Sono di parte! Il caro vecchio John ha sempre centrato il mio
cuoricino tenero da cinefilo, bravo.
È vero che i
bei tempi sono andati insieme agli anni del regista e che mi aspettavo
qualcosina in più con il “ritorno del maestro”, ma il vecchio John sa ancora
il fatterello suo.
14 settembre 2013
La Casa (2013): ma quanto succo di pomodoro hanno usato? [Recensione]
Questo post riporta immagini molto violente, se siete personcine sensibili e delicate come boccioli di rosa a primavera (o minorenni: questa è una parata di culo legale) non guardate-entrate-leggete, non voglio essere io la causa dei vostri traumi. Quindi siete avvisati, eh, che poi non è mica colpa mia se fraintendete l'uso di un taglia balze, sia chiaro.
Dunque...
Quand’ero piccolo, i miei genitori, ogni
volta che in un film c’era qualche scena con del sangue, tentavano di
proteggere la mia giovane mente dicendomi: «non ti preoccupare, è succo di
pomodoro». Ed io ci credevo! E pensavo sempre «ma quanto ne hanno usato?».
Beh… Possiamo dire che in questo film ne
hanno usato veramente parecchio. Potrei scrivere la recensione più breve del
mondo:
«Com’è il remake de “La Casa”?»
«Sangue!»
«Si, ma i personaggi?»
«Sanguinanti!»
«Ma il libro?»
«Sanguinante!»
«La motosega? Il bosco? Gli alberi?»
«Sangue! Sangue! Sangue!».
Fine.
Si, perché la cosa che si nota di più sono
le inondazioni e i nubifragi di sangue, gettato a secchiate o con la pompa per
innaffiare. Questo! Tutto il film si riduce a «Sangue!».
19 maggio 2013
L'Ora Nera: ma brutta forte eh... [Recensione]
Anche se
sarebbe meglio chiamarlo “Le due ore grigie”. Certo, non stiamo parlando mica
di World American-Style Invasion ma non stiamo neanche parlando
Alien, sia chiaro. Il problema,
neanche tanto trascurabile, è che ricalca pedissequamente tutti (ma tutti, eh!) i
canoni dei film catastrofici con alieni. Rispettato tutto l’ ABC:
2 marzo 2013
Scream 4: Il remake che è un rebooth che fa da sequel del secondo sequel del primo film [Recensione]
Confesso che
non sono perfetto. «Il
mio unico difetto è la modestia» come diceva il caro Wilde. Ho i miei limiti, e
uno di questi è Wes Craven. Mi piace, e beh?! Problemi?
È pur vero che
ultimamente non è ha azzeccata una: prima Cursed,
un film utile quanto la carta igienica ruvida, poi ha fatto My soul to take, il cui titolo migliore
era “Gabbia di matti” visto che non c’è un personaggio che sembri normale. Così
piccolo piccolo, tra l’incuriosito e il prevenuto-seccato (dopo dieci anni
ancora uno Scream? E che palle!) mi
son deciso e ho visto Scream 4. Ok, è
ben lontano dall’essere un capolavoro (ovviamente stiamo parlando di Craven,
che non è solito fare capolavori, e stiamo parlando in un quarto capitolo di
una saga horror, quindi ancora più lontani dall’essere capolavoro visto che non
lo erano i primi tre), ma per essere un film horror-thriller non è affatto
male. Diciamo che una sua dignità d’esistere se l’è conquistata, meh.
30 gennaio 2013
Shiki: Vampiriri cattivi? Si, ma manco gli Uomini scherzano [Recensione]
A grande
richiesta – mia e delle voci che parlano nella mia testa – ecco la recensione
di un davvero ottimo anime. Ebbene si: bello bello bello.
Ho fatto
vedere alcune scene a degli amici: due sono caduti in depressione in stato
catatonico, lacrime agli occhi, uno invece conteneva un orgasmo (intellettuale,
è ovvio)… Quindi? Per dire che questo è un anime a cui non tutti rispondono
nella stessa maniera.
E perché?
Perché è spiazzante, terrorizzante, accattivante, misterioso e, ultimo ma non
ultimo, costruito benissimo!
Parliamo di
un paesino sperduto in mezzo alle colline del Giappone. Talmente sperduto che
un “quartiere” di questo buco abitato è composto da due case con in tutto tre abitanti.
Che schiattano pure all’inizio! E giusto per confermare il detto «tutto il
mondo è paese» troviamo pure le vecchie commare che si abboffano di
pettegolezzi e criticano tutto e tutti. Si, Giappone-Italia sono la stessa
cosa. Ma cosa avranno tanto da intrecchiare i vecchietti sulla panchina del
bar?
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