9 novembre 2012

Chernobyl Diaries: ovvero “Le colline hanno gli occhi anche in Russia” [Recensione]




Il film è scritto, prodotto, voluto, amato, tentato ma non diretto da Oren Peli.
Ora, per chi non lo sapesse, è grazie al tizio qui sopra citato che abbiamo la saga di Paranormal Activity. Che fortuna! Meno male che Oren c’è! Con una cacatina costato pochi spiccioli Oren ha fatto il botto ed è diventato la nuova meteora di Hollywood. “Meteora” perché se continua così, un altro poco dura e poi via a fare un cratere su qualche pianeta. Quindi i capoccioni pieni di soldi di Hollywood che fanno? Gli danno carta bianca mettendo nel contratto la clausola: «fa morire di paura gli spettatori, basta che non sei troppo originale» e Oren obbedisce.
Lasciate stare trama, sotto-trama, temi o altro, c’è solo un vero grande significato della pellicola: Darwin aveva ragione!

Il film racconta di alcuni ragazzi che colti da genialità improvvisa e malsano spirito di conservazione della specie decidono di fare una “vacanza estrema” (ma tu guarda che… ). E che sarà mai sta “vacanza estrema”? Gettarsi con le mani legate giù per un pendio roccioso? Titillare lo scroto di un leone adulto? Girovagare spensierati come Heidi in mezzo a radiazioni tossiche? La terza!
I nostri, dunque, hanno l’ideona di andare a Chernobyl per “visitare” (ehm…) la città fantasma abbandonata dopo l’esplosione del reattore nucleare. Ma si può essere più deficienti? Ma che razza di premessa è per un film? Ho capito che la madre degli scemi è sempre incinta, ma chi è quell’idiota che si può immedesimare in quattro portatori-sani-di-gene_mancante che volontariamente vogliono andare a prendersi le radiazioni? Ma dai, era meglio che ci finivano per sbaglio! Dicevi «vabbè, poverini», invece no! Tu li vuoi vedere morti, perché non devono procreare, altrimenti faranno figli e questi saranno ancora più idioti dei genitori. Che poi, in effetti, la vedo difficile: con le radiazioni che si pigliano i protagonisti si saranno fritti i testicoli, ma vabbè.
Ma si, dai, facciamoci pure una foto! Idioti!!!
Visto che già solo questa trovata geniale non basta per decidere di farci un film (!!!), che ci infiliamo in tema con le radiazioni? Ma mutanti, è ovvio! 
Allora, Wes Craven negli anni ’70 ha fatto Le colline hanno gli occhi, e come se non bastaste è uscito un seguito, un remake e un seguito del remake. Questo vuol dire che, forse forse, qualcuno se li è visti sti film! E se qualcuno si è visto sti film, significa che la trama un poco poco se la ricorda (certo, non sono memorabili)! E allora il caro Oren che fa? Fa la copia, tanto nessuno se ne accorge! Mutanti a causa delle radiazioni, cannibali e cattivi! Wow che originalità! Che poi alla fine se ne esce che il Governo (comunisti cattivi!!! Si, Oren è rimasto a trent’anni fa) sa tutto e studia i mutanti, non è che allora il film diventi una novità, insomma.
A parte che anche le varie scene e il susseguirsi degli eventi sono una banalità dietro l’altra: fuggiamo, ci nascondiamo, aggrediamo e veniamo aggrediti. Stereotipato al massimo! Me lo sono visto in compagnia e da subito abbiamo fatto il toto-film: indovina la banalità! Premio: puoi non vederti il film!
«Secondo me muore prima il russo tour-operator puarlocosìtavarish» e infatti via a fare da banchetto.
«Secondo me scappando scappando finiscono nel vecchio reattore esploso, la parte più radioattiva della zona» e infatti i geni cominciano a bruciarsi la faccia con le radiazioni.
«Secondo me c’è una bambina mutante con la gonnellina, che fa tanta paura in un horror» e guarda un po’ chi ti compare?
Insomma, un’ora e mezza di già visto un miliardo di volte che francamente comincia a scocciare, e ormai non ti fanno neanche più paura sti film. Perché tanto lo sai che in quel momento ti sbuca il cattivone, sai che crepano tutti, sai che intelligentemente si separano. Basta!!!
Ohmiodio!!! Una bambina sperduta con gonnellino!!!
Ma visto che mi sento particolarmente buono, un nota positiva la voglio trovare… Vediamo… Ah, si! Sarà che a me gli scenari post-apocalittici mi son sempre piaciuti, ma la scenografia è fatta veramente bene: rende la desolazione di un luogo abbandonato in fretta e furia, messo in pausa da una terribile tragedia.
E poi c’era un’altra cosa che, se sviluppata bene (perché non è ovviamente così), poteva risultare affascinante! Anzi, se ci facevano tutto il film era meglio, senza metterci i mutanti. Gli inteligentoni protagonisti sono in un luogo radioattivo, in cui ci sono punti più o meno pericolosi: devono stare attenti a dove vanno, come muoversi, decidere se rischiare di avventurarsi per uscire dalla città o meno, insomma, l’idea di questo pericolo mortale che non si vede, né si percepisce ma c’è, poteva essere il fulcro della tensione. E invece… Mutanti! Che due palle!
-Dove scappiamo?!?!?! Dove scappiamo?!?!?!
-Nel vecchio reattore esploso, li saremo al sicuro!

Quindi, per chiudere circolarmente… Darwin aveva ragione. Le persone stupide fanno cose stupide e stupidamente muoiono, salvando il mondo dalla presenza loro e della loro progenie. Il problema che Darwin non aveva considerato è che le persone stupide con i soldi, riescono comunque a sfangarla!

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