18 novembre 2012

A chi piacciono le classifiche? Il viaggio nel percolato horror continua [Parte II]

Sento le urla di gente che si strazza capelli, donne che urlano di essere disposte a tutto purché continui la classifica, critici severi di fama mondiale che pendono dalla mia tastiera… Ok, ora mi sveglio, mi asciugo la bavetta alla bocca e continuo la mia fichissima classifica… O è meglio classifichissima? La seconda, vai…


05. Insider – a l’interieur (2007, Alexandre Bustillo e Julien Maury, perché ce ne volevano due…)
La casa di produzione aveva un problema: come facciamo ad unire un forbicione da sarto, quegli ettolitri di sangue comprati per sbaglio e tutto quel lattice che sta ammuffendo in cantina? Ideona! Facciamo un film su una tizia incinta che fa un incidente con un'altra donna incinta, questa perde il bambino e decide di prendersi quello dell’altra! Ma si, geniale! Ma cosa? Ma quanto può essere morboso un film così? Cioè, già la premessa è quella che è,  poi ci rifili delle pseudo-critiche sociali sulla violenza e sul razzismo della borghesia francese. Ma perché? Perché? Mi fa prudere il cervello! Cosa centra? Violenza in casa e violenza in strada? No! Perché la Donna è na matta e in strada il problema è serio! Quindi, perché??? Ma non è solo quello. A parte che il fatto che quella che entra in casa della protagonista è la matta che ha perso il bambino nell’incidente doveva essere il sorpresone finale, ma si capisce praticamente subito, poi il teatrino della Vittima che fugge per le scale, in bagno, in camera da letto, prende un coltello, i soliti poliziotti fessi (ma chi li assume???) che crepano, ecc. è stato visto un miliardesimo di volte. Ma la scena finale… Uh, la scena finale… Pietosa: un poliziotto sopravvissuto, date le sue capacità di detective, picchia a manganellate la Vittima (!!!) che finisce per giunta a sgarruparsi per le scale. Ma sarai idiota? La tizia è ovviamente in fin di vita, e la Matta (che è anche infermiera, pensa un po’) con le suddette forbicione da sarto che fa? Ovvio, le apre la pancia come fosse un capretto in un lago di sangue e fa un bel cesareo. E certo. Poi la Matta culla (!!!) il bambino (!!!) tenerellamente (!!!) davanti la madre sventrata (!!!). Ma…??? Perchèèèèèèè???? È da matti! E pensare che sto film ha avuto pure critiche positive! Ma perché? È banale, è scontato, è inutilmente sanguinolento, i personaggi sono uno più idiota dell’altro. Boh?

04. L’altra faccia del diavolo (2010, regia di William Brent, che a guardar la filmografia si capisce che non è sto genio)
Se il genere “Horror” viene considerato già di serie B, è colpa di film come questo! Abbiamo già detto delle copie su copie di copie di un successo, e quindi che hanno fatto? Rec e il “falso documentario” ma con la possessione diabolica! Uhhh che novità… Ormai hanno abusato di questa tecnica che è una cosa incredibile. La madre della protagonista è stata posseduta e ha ucciso tre persone e la figlia, cresciuta, va a Roma (!!! Povera capitale!!!) per fare un documentario sull’esorcismo e nel frattempo andare a trovare il genitore schizzato. Aiutata due pretini giovani che uniscono fede e scienza (!!! Vuoi vedere che sto film ha finalmente risolto il dilemma???) assiste a vari esorcismi, bal bla bla. Rassegna di luoghi comuni: qualunque cosa pensate a quando vi dicono “esorcismo” ci sta: croci capovolte, gente che si contorce, tagli e tagliuzzi sulle braccia, vocioni profonde da sgorgo del water, tutto. Manco una cosa originale proprio per sbaglio. La sceneggiatura, secondo me, è stata scritta così:
INTERNO: Ospedale psichiatrico
La nostra protagonista nella scena dell’Esorcista
INTERNO: Scantinato
La nostra protagonista nella scena de Il Rito
Perché altrimenti non si spiega: come può uno sceneggiatore credere che quello che ha fatto sia originale? Non può! Il finale poi, non è un finale, è una scena. Rimane appeso! Il film non si conclude! Forse i produttori hanno detto «è troppo lungo» e il regista, invece di tagliare qua e là (come è giusto che sia) ha tagliato il finale per fare prima.
«il film è venuta un’ora e tre quarti, va bene?»
«no non c’è bisogno, taglia gli ultimi quindici minuti e stiamo apposto».

03. 11-11-11 (2011, regia di Darren Lynn Bousman, tu si che ne hai fatte di schifezze)
Da dove cominciare? È difficile… Perché questo film è, come dire… Una Merda! Ebbene si, una Merda! Non c’è altro termine. Non è brutto, è di più, è noioso, senza senso, inutile, non fa paura, è banale, una pubblicità progresso sulle emorroidi è molto più coinvolgente.
Il protagonista è uno scrittore di successo (mai visto in un film horror) che ha perso moglie e figlio ed è entrato in una spirale depressiva-autodistruttiva. Che decide di fare? Tornare a Barcellona ad assistere il padre morente (un toccasana per la felicità, non c’è che dire). A casa con il padre-piedeinunafossa c’è il fratello minore che è diventato un prete-santone-predicatore che tutti amano e tutti vogliono, ma uno tenta comunque di seccarlo con la pistola. Anche qui, la cosa più atroce, è il finale. Ma non tanto il finale come scena, ma la “motivazione” del finale: cioè la data 11-11-11 è quella in cui si aprirà un portale (!!! Il solito portale, ci manca solo l’allineamento dei pianeti o c’è pure quella? Non ricordo) dal quale le creature demoniache potranno invadere e conquistare il pianeta (che pallissime!!!). Il fratello del protagonista è praticamente un messia del male (ma non era un prete tenerello??? Sorpresone) e il protagonista, attraverso una serie di illogici e campati per aria ragionamenti lo scopre e capisce (!!! Come???) che invece lui ha il compito di “proteggerlo”. Praticamente un fesso. Si, beh… Il protagonista si piglia la coltellata del sacrifico satanico al posto del fratello, i demoni se la filano incazzati e… Finale a “sorpresa” del finale a sorpresa: il fratello voleva diventare il famoso nuovo messia e la profezia dell’11-11-11 riguardava lo scrittore-genio-idiota. Eh? Cioè? Che doveva proteggere il fratello pazzo, che doveva essere lui il nuovo messia o cosa? Ammetto che nel finale il mio cervello s’era preso una vacanza e, forse, sono io che non ho ben capito. Ma non si può richiedere troppo a se stessi: tra 11 che compaiono in ogni dove, solite profezie Maya, demoni incappucciati messi qua e la, dialoghi pseudo teologici noiosissimi e pretenziosi, dopo un po’ la tua mente comincia a vacillare e a spostarsi nel mondo dei sogni. Aspè… Vuoi vedere che “il portale” di cui sopra era quello? Ma allora è un capolavoro sto film… Via in prima posizione della classifica: ma che ** la parola è stata cancellata perchè troppo offensiva per chiunque di qualunque età, etnia, paese, religione **... Ehm, mi ricompongo.

02. Il cartaio (2004, “regia” di Dario Argento)
Anzi no! Ma come può essere definito un film questo? Come? C’è gente, poverina, che considera Dario Argento (cioè, Dario Argento, quello con i capelli unti incollati su quella fronte enorme e con una figlia con gravi disturbi della parola) un regista. Non solo un Regista (che è già come dire “spazio ultima frontiera”: fantascienza purissima), ma un Bravo Regista. Ma usiamo la matematica: Bravo+Regista=Persona capace di narrare e coordinare che mette la sua arte in favore di una pellicola. Ma se invece scriviamo BravoRegista+DarioArgento cosa esce? Nulla, è un calcolo impossibile, il computer si fonde e la calcolatrice cinese esplode! “La matematica non è un’opinione” ed io ho dato l’equazione…
Ora, non sto a dire di che parla o cosa, perchè con difficoltà ho cercato di rimuoverlo e ora che ci sono vicino non posso perdere tutto, ma c’è una cosa che non dimenticherò mai. Mai, in tutta la mia vita da spettatore, ho provato una sensazione di così imbarazzo nel vedere un film! Mai. Io lo guardavo e mi sentivo male. Non so, è come guardare uno che viene umiliato in pubblico e tu stai li che un po’ lo vorresti aiutare ma non puoi. Uguale. Vedevo le scene, vedevo gli attori “recitare” e pensavo «ma ma ma ma ma… Come? Cosa? Non può essere!». Giuro, giurin giurello, proprio queste parole. Mai provata una sensazione di imbarazzo per altre persone: come ci si può umiliare così?
E allora perché non sta in prima posizione? Beh…

Signore signori, arriviamo al fatidico numero uno… Quale sarà lo schifo della monnezza del percolato della fogna sotto casa che manda continui olezzi di mefitici batteri fecali???

Lo scopriremo nel prossimo blog… Suspense che uccide eh? Assai.

Update: Se vi è piaciuto proprio tanto (ma sarebbe strano) il primo post, ecco la Parte I, altrimenti se vi è piaciuto questo, rileggetevelo e andate poi alla Parte III.

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