20 settembre 2012

Prometheus: Ovvero come non imparai nulla dell'universo [Recensione]




Avete presente quando si incontra un tizio che non vedi da tempo? Com’è la conversazione?
«Ciao!»
«We Ciaooooo… Come va?»
«Tutto bene, tu?»
«Bene bene, la famiglia?»
«Tutto a posto a te?
«Benissimo… Che dici?»
«Niente, si fatica un po’, ma non ci lamentiamo»
«E a chi lo dici… Hai poi visto Giggetto?»
«Eh, no, da quanto tempo vero? Ho sentito che s’era trovato un lavoro»
«Ma dai? Hai visto Prometheus?»
«Ancora no»
«E vabbè io devo andare, mi ha fatto piacerissimo, ci sentiamo per un caffè?»
«Assolutamente, ci conto… Ciao»
«Ciao a presto»
Ok, a parte “hai visto Prometheus” è praticamente la vuota conversazione di imbarazzo e noia cha fai quando incontri una vecchia conoscenza. Domande prestampate abbastanza vaghe da non farti sembrare un cafone, ma neanche uno che vuole farsi i cazzi tuoi a tutti i costi. Il vuoto, il nulla.
Bene… Prometheus potrebbe perfettamente rientrare in queste frasi prestampate. Prometheus è il nulla!

Ma non il nulla cosmico-Dio- spazio-chisiamodoveandiamoperchè-alieni-Elvisnonèdavveromorto che il film tanto si propugnava di narrare. No! Proprio l’inutilità fatta pellicola: una trama insulsa, una sceneggiatura colabrodo, non aggiunge e non toglie nulla (a parte due ore di vita) allo spettatore. Si, begli effetti, riferimenti ammicca ammicca aumma aumma alla saga di Alien, bella fotografia, ma nient’altro!
 Ora, sir Ridley Scott ha detto che non voleva fare nulla di già visto e di già fatto in Alien. Bene… E allora perché cazzo mi fai un prequel di Alien?!?!?! Fai un film di fantascienza e basta, ma no, e sennò tutti i rincoglioniti fan di Alien (me compreso) mica se lo vengono a vedere.
Le atmosfere cupe e angosciose del primo sono proprio da un'altra parte: che ci metti quattro cunicoli in croce e la fallica poltrona degli alienoni non ci angosci manco un po’.
Uh! Tipo Alien, e poi basta!
Allora: ci sono i soliti astronauti tutto scienza e presunzione (con amministratrice tutta freddezza e soldoni a seguito) che hanno trovato prove (a detta loro, perché non serve arrivare al 2094 per avere sta ideona visto che sono decenni che se ne (s)parla) che ci sono stati nel passato incontri tra alieni e le grandi civiltà (i soliti egizi, maya e via dicendo, che novità, eh?) perché quattro tavole antiche ritraggono grandi omoni che indicano il cielo. Ma non solo, ipotizzano che siano stati sti giganti ad aver creato noi piccoli umani. Che fare dunque? Schiaffiamoci tutti nel criosonno per due anni (tanto che ce frega) e andiamo a vedere sta galassia lontana lontana dove c’è un pianeta le cui condizioni climatiche permetterebbero la vita. Vanno, trovano sta grotta-costruzione-navicella, trovano delle suppostone giganti, trovano i cadaveroni degli omoni e violano ogni norma igenico-sanitaria di qualunque universo. Se tu vai in un altro pianeta e vedi costruzioni, cadaveri e suppostone, che fai? Ma è ovvio! Ti togli il casco, respiri a pieni polmoni e tocchi ogni parete, ogni superficie e ogni liquame che hai davanti. I nostri eroi non hanno mai, evidentemente, sentito parlare di contagio, quarantena, virus, scorie, no nulla. 
E guardali! Senza casco!!!
Tornandosene alla nave si scordano due luminari della scienza nella costruzione. A parte che uno di loro ripete una continuazione che non ci voleva venire. Ma chi cazzo t’ha obbligato? Sei uno scienziato che si è fatto due anni di nanna nello spazio, arrivi davanti a quella che potrebbe essere una delle scoperte epocali del genere umano e rompi le palle in questa maniera? L’altro è un “biologo” e come ogni biologo che si rispetti, quando vedi un tentacolone albino spuntare dalla melma, che fai? Lo chiama come se fosse un cagnolino! «vieni qui, bello, vieni. Chi è bravo? Tu sei bravo!». Ovviamente campano poco. 
Che cucciolotto tenero!
Nel frattempo l’androide s’era portato un suppostone nella navicella, la apre e poi, senza alcun motivo spiegato dalla sceneggiatura, infetta il dottore-amichetto della protagonista. Perché? Boh! L’infetto, più tardi, ovviamente, diventa un violento che vuole ammazzare tutti (ah, poveri zombie-movie di serie z). Ma la scena clou arriva presto: l’infetto e la sterile protagonista (affermato a chiare lettere giusto per telefonare quel poco di tensione drammatica che ci poteva scappare per sbaglio) fanno zum zum e lei, zac! Incinta dell’alieno! Lui schiatta bruciato vivo incenerito perché infetto, lei che è rimasta incinta (ma Ridley non voleva fare un film diverso? Boh) piange per l’amore abbrustolito, ma fisicamente non accusa nulla. Quando, però, le dicono del tentacolone che cresce nel suo utero, eccola che comincia a sentire dolori strazianti a tutto andare, e che fa? Va in un dispositivo che ti fa le operazioni chirurgiche e a volo a volo fa un cesareo e si strappa via l’alieno. Degno di un film splatter di Eli Roth. E poi, sta macchina supermegateconolgica come ti sutura la ferita? Con una spillatrice di graffette di metallo. Ma che cazzo, sembra Turistas
Degno della chirugia estetica
Lei scopre che sulla nave si nasconde (in un mega appartamento nell’astronave, alla faccia del nascondiglio) il vecchiaccio miliardario con un piede nella fossa che ha finanziato questa spedizione: non è una sorpresa perché a nessuno gliene frega un benemerito. E perché sto vecchio si è fatto un attimo sto viaggetto? Per chiedere agli omoni di curarlo. Loro ci hanno creato, loro ci curano. Ma manco per niente. Un omone è ancora vivo, lo svegliano e quello incazzato fa una strage! Perché? Prima di essere smembrato l’androide capisce (come? Non si sa) che sti omoni volevano tornare sulla terra per distruggere tutti e creare una nuova razza. Perché? Se sti tizi avevano tutta sta urgenza di fecondare altri pianeti, ma perché dovete venire a rompere le palle a noi? Quante domande senza risposta. Vabbè, dopo il sacrificio del capitano della nave (un uomo di colore che parla come uno del ghetto, yo fratello ci stai dentro) che si schianta contro l’astronave dell’omone per non farlo partire, la nostra protagonista (l’unica rimasta viva) scappa nella capsula di salvataggio sganciata dalla nave. E cosa ci trova dentro? Il suo feto alieno abortito diventato un enorme piovra che la vuole fare secca (sindrome dell’abbandono precoce?). Nello stesso momento arriva il gigantone che non è morto precipitando dal cielo con la sua astronave dopo l’impatto con un'altra, seh figurati, e pure lui vuole schiattare a sta tizia. Per prendere due piccioni con una fava la Nostra libera la piovra gigante uscita da un film di fantascienza anni ’50 e la scaglia contro il gigantone. Ma ecco che l’androide (rimasto solo con la testa) le dice di venire a recuperarlo perché solo lui sa dove sono le altre astronavi dei giganti e così possono tornare sulla terra. Mentre lei va a recuperare la capa mozzata parlante, la piovra ficca un tubo-pene nella gola del gigantone e schiattano tutti e due. Lieto fine? No! Lei che si è fatta un’ora e mezza di fuga, aperta come un capretto e sanguinante con ancora le graffette in pancia, invece di tornare sulla terra decide di partire alla volta del pianeta natale dei gigantoni. Perché? Ma sarai cretina? «Sono umana>>. Ma vaff...ulo! Usa un po’ di istinto di sopravvievenza! «… la conoscenza…>>. Si si, voglio vedere quanto conosci dopo esserti dissanguata nello spazio. Fine? Eh, no! E il finalone a sorpresa? Dal cadavere del gigante indovina indovinello cosa esce dal budello? Dalla pancia esce un bel Alien! Il primo Alien! Tiè tiè… E tu da fan dovresti esclamare un WOW a caratteri cubitali che si deve leggere anche nell’aria, ma… La mia ragazza ha fatto una giusta osservazione: perché da un proto-umano e una piovra gigante dovrebbe uscire un umanoide con la testa allungata? Cioè, se è il primo primissimo, come è possibile che da due creature completamente diverse ne esca un’altra ancora più diversa? Ai posteri (ciò i quasi certi sequel che faranno) l’ardua sentenza (speriamo!). 
Beh, non fa una piega
Che poi i protagonisti sono uno più cretino dell’altro, un esempio per tutti: l’astronave del gigantone sembra una mega ciambella, quando precipita comincia a rotolare e sulla strada c’è la protagonista e la manager cattiva; perché cazzo correte dritte davanti a voi? E spostatevi a lato, no? Infatti la protagonista lo fa e si salva, l'altra viene stirata.
E quindi è così, Ridley ha fatto un bel tonfo. Persino il Robin Hood con un obeso Russel Crowe e una vecchia Cate Blanchett a confronto è meglio (e ce ne vuole). Che gli è preso al buon vecchio Ridley? Si vede che la senilità lo ha portato a farsi domande esistenziali sul perché della vita e dell’universo. Speriamo che le risposte le abbia trovate, altrimenti ci propinerà altri film come questo.

Nessun commento:

Posta un commento

http://viaggiopernerdopolis.blogspot.it/