25 ottobre 2012

Le Avventure di Tintin: Se questo non è un capolavoro... [Recensione]

Dopo un paio di recensione di fumetti è giusto cambiare totalmente argomento... Come? Tintin è un personaggio dei fumetti?
Non è semplicemente il personaggio di un fumetto, ma di uno dei fumetti più importanti europei, di area francofona, del purtroppo-perchèDiononhaipresomechenonsodisegnare defunto Hergè. Un'icona che imperversa l'Europa dagli anni '40. Un fumetto che sorperende per il colore e il rapporto stilizzazione-dettagli.
Quindi, c'era bisogno di farci un film? 
Assolutamente si! Se poi c'è Spilby dietro... Eh, beh... 
Ok, non bisogna gridare al capolavoro assoluto, ma capolavoro si!!! Ohmiodio!!! Capisco che sono di parte, ho sempre adorato Tintin dal fumetto al cartone animato, e quando è uscita la notizia che finalmente il caro vecchio Spilby ci avrebbe fatto un film, il mio cuore scalpitava come quello di una scolaretta al suo primo bacio. Che dire? C A P O L A V O R O !!!
Mi ricompongo un attimo, mi asciugo la bava e dico che Spilby ci ha preso in pieno! E va bene che nell’ambiente Spielberg è conosciuto come il Re Mida della telecamera: qualunque cosa che riprenda fa un filmone! Si lo so, Indy 4! Ma… Io… Lo so, non c’è nulla che si possa dire per difendere quel filmaccio, però dai, con Tintin ha recuperato, e parecchio…

Ora, in Europa Tintin è un’icona, in America molto meno, nell’area francofona ha colonizzato persino la carta da parati! Posso capire: un americano, con la sua cultura americana che fa un film “francese” (belga in realtà, ma non stiamo ad arrampicarci sulle parole)? Ricordo spiacevolmente il tentativo simile di Ridley Scott: Un’ottima annata. Sarà stata ottima per lui, ma un regista inglese con un attore australiano che fa un film “alla francese” sul vino della Provenza, insomma non ci sta proprio. Ma il caro Spilby non è così fesso. Ha messo da parte americanismi vari del tipo “siamo forti” e “salviamo il mondo” (cosa che poteva fare benissimo data la trama) e fatto un film dal dichiarato gusto europeo: delicato anche nella sua spettacolarità, ironico senza essere volgare, leggero e frizzante quando abbraccia i toni della commedia. Fedele, soprattutto, nello spirito allo straordinario fumetto di Hergè. Sicuramente c’è qualche purista del fumetto che potrebbe dire: si ma la storia è diversa, ha cambiato le cose, bla bla bla. Beh questa gente è cretina. Io amo, ho amato e amerò sempre i fumetti di Tintin, li ho letti tutti dalla A a Milou! Quello che ha messo in piedi Spielberg è stata una perfetta riduzione cinematografica degli elementi portanti del personaggio, incastrando tre albi in un unico film.
Questa scena ohmiodio che cosa non è... Il capolavoro del capolavoro...
Tecnicamente è ineccepibile: straordinari piani sequenza, idee registiche assolutamente nuove, narrazione spettacolare, insomma non ha una pecca! E lo dico senza remore. Al giorno d’oggi è veramente raro trovare un film che ti soddisfi appieno! C’è sempre qualcosa che ti fa storcere il muso, ma qui non puoi. Manco il pregiudizio «è un cartone animato». Macchè! A parte che è talmente realistico che manco pensi sia fatto interamente al computer, ma poi è funzionale alla totale referenza con il fumetto.
Guarda là, pare vero...
Ovviamente in America ha incassato di meno che in Europa, e ci credo, se non gli propini sempre la solita solfa quelli non schiodano il culo da casa. Ed è un peccato, perché lezioni così straordinarie di cinema non se ne trovano così spesso in giro. La trama non ve la sto a raccontare perché è assolutamentissimamente un film da vedere, rivedere, amare, comprare, possedere, invitare a cena e farci all’amore! Si, avete capito benissimo! «All’amore!».

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