2 gennaio 2013

AVENGERS vs X-MEN VS 1: E vai con le mazzate [Recensione]

Passate bene le feste?
Avevo intenzione di recenZire qualcuno dei miei bellissimi regali che Babbo Natale (perchè esiste! Chiaro?) mi ha lasciato sotto l'alberello, ma ho pensato... Perchè non qualcosa che ci ricordi la fine dell'anno appena trascorso pieno di botti e fuochi d'artificio?
Quindi, metaforicamente.... Ecco i botti della famiglia Marvel!

Si lo so, regge poco... Anche perchè inizialmente non volevo fare la recensioni di questi albi: cosa si può commentare in tizi in calzamaglia che si scommano a tutto andare? Perché di questo parliamo: mazzate! Nei vari editoriali di tutti gli albi AvX tutti quanti ci dicono: «rispondiamo alle annose questioni che dilettano le “chiacchiere da bar” dei nerd: chi è il più forte?». Quindi se vi foste domandati «è più forte Capitan America o Gambit?» su queste pagine avrete la risposta. Ma un’altra domanda è d’obbligo: ma che combattimento è? Ma chi se ne frega? Fammi combattere Capitan America e l’Uomo Ghiaccio con battute del tipo «ti rispedisco in ibernazione Cap. » che ci sparano così anche una citazione. Cioè Gambit, con tutto l’affetto. Ma vabbè…
Sono quattro gli scontri presenti su questo numero e, a parte il succitato, gli altri sono interessanti.
Pronti con le scommesse? Do Iron Man quattro a uno (so che non vale, visto che io l’ho già letto).

Iron Man VS Magneto
Bisogna dire che l’idea di veder combattere l’ “Uomo di Ferro” contro il signore dell’elettromagnetismo scatena il nerdismo, quello brutto, da dover ricorrere a flebo di albi di Iron Man e a supposte di X-Men. Jason Aaron ai testi e Adam Kubert alle matite cominciano con il botto: nove vignette una di fila all’altra che mostrano i dettagli dei due avversari e la voce fuori campo che ti getta direttamente nello scontro. L’armatura di Iron Man non è di ferro, sono anni che è passato all’ecosostenibile, ma costruita con i famossissimi nano tubi di carbonio che si vendono in ferramenta, e quindi, Magneto, non può far altro che lanciargli contro pezzi di palazzo. Che fare dunque? Iron Man sceglie di usare un attimo un satellite, che se sta tranquillo nello spazio, per assorbire l’energia del campo magnetico di Giove (cioè, il pianeta!!!) e spararla tutta addosso a Magneto. Ah, è così? Magneto si costruisce una tuta spaziale di metallo e dice «mo te la faccio vedere io l’energia elettromagnetica» andando nello spazio per utilizzare l’energia, nientemeno, del sole! Iron Man si lancia come un siluro contro Magneto per essere colto da un bel pugno in pieno viso. Pugni e mazzate fanno da contorno ai pensieri di Magneto: «ma quanto siamo cretini a scommarci così, mentre sta arrivando qualcosa di così terribile?». Il problema è che fare filosofia mentre si stai stroppiando nello spazio con addosso un’armatura faidate un po’ ti fa perdere la concentrazione e con una sana e piacevole gomitata nei denti Iron Man pone fine alla battaglia. L’uomo di ferro lascia Magneto a galleggiare nello spazio siderale mentre sbiascia «Wanda. Trovate Wanda. Avete bisogno di mia figlia». Niente meno? A salvare tutti sarà la stessa che ha ucciso tutti?

La Cosa VS Namor
Allora, non che io ami particolarmente La Cosa, ma Namor c’ha una spocchia così stampata sulla faccia che non ti può non venir voglia di strappargli quelle alette che tiene alle caviglie. Lo scontro scritto da Kathryn Immonen e disegnato dal maritino Stuart ci mostra super mazzate tra due grandi colossi forzuti. E infatti le nbotte che si danno non sono di raggetti laser e poteri telepatici, ma i buon vecchi pugni-scassotutto. Certo, ci va per mezzo pure un pescionegigante-mostromarino: Namor, dicendo «perdonami cratura, ma devo chiedere il tuo aiuto» ma senza aspettare il consenso, lo usa come una mazza da baseball, al che il mostro marino esclama un «meep?» molto convincente; allora La Cosa prima fa una battutina ammicca ammicca aumma aumma («tipico. Sempre a sventagliare il suo pesci olone»), poi risponde al re di Atlantide facendo un’operazione odontoiatrica alla povera bestia strappandogli le due grosse zanne. La creatura con un «fwee» misto di dolore e sollevio se ne scappa e La Cosa pone termine allo scontro imprigionando Namor in mezzo alle zanne, sul fondo del mare. Vince la Cosa signori e signori.

Capitan America VS Gambit (???)
Diciamolo… Questo scontro è proprio stupido. Lo ribadisco. Dura quanto una pipì di farfalla e mostra praticamente Gambit che fa esplodere tutto, Cap che schiva, zompetta o se le prende, fino al finale in cui un pugno in bocca american-style stende il francesino lancia carte. Steve McNieven demiurgo di questo inutile siparietto ci mostra uno spocchioso Cap che, mentre combatte parla con Tony Stark all’auricolare, cioè di Gambit non se ne fotte proprio: quello si sbatte, gli lancia le carte, gli rilancia il suo scudo, gli fa esplodere il costume, e Cap li a chiacchierare su dove sia Hope. Infatti Gambit ce lo dice in faccia: «tua mamma non te l’ha detto che è da maleducati ignorare chi ti sta vicino?», ma che ci vuoi fare, gli americani so così. Solo quando gli esplode il costume Cap dice «adesso hai tutta la mia attenzione», che in realtà voleva dire: «mo ci hai rotto i cogl…» e infatti cinquina in faccia e fine dello scontro.

Spider-Man vs Colosso
Ok, questo scontro invece mi è piaciuto. Spidy sta a Latveria insieme a Daredavil, la Donna Ragno, e un’altra che non so chi sia ma assomiglia alla Donna Gatto (ma no, non è lei, c’ha un martello?). Hanno appena scassato una dozzina di Doombot e stanno lì a guardare le offerte culturali e artistiche del paese, quando arriva Dazzler con il suo gruppetto belli tosti per scassare tutto e tutti. Daredavil si accomiata dicendo «tre battiti cardiaci. Sono in minoranza» e con coraggio spicca il “volo” affermando di andare a cercare Hope (si si, come no); la bionda si butta su “monocroma” (? Eh?); la Donna Ragno si lancia contro Dazzler. Il povero Spidy che deve ancora capire la situazione si ritrova un Colosso troppo cresciuto che pare più un toro senza corna: «alto, tenebroso e metallico» si consola Spidy. Ora, io non lo sapevo, ammetto la mia ignoranza: Colosso è posseduto “dal potere demoniaco di Cyttorak” (cit.) e quindi sta sempre incazzato nero, ha smesso di portare i mutandoni con gli stivali fin sopra il ginocchio tipo quelle signorine sul ciglio della strada ad aspettare (ehm) l’autobus, e indossa quell’elmetto aerodinamico del Fenomeno. Beh, il nostro amichevole Spider-Man di quartiere sguscia e sguiscia tutto attorno, ma Colosso lo indromma lo stesso di mazzate fetenti assai: lo lancia un po’ dappertutto, gli butta addosso delle cose, gli strappa tutto il costume e gli fa franare il terreno sotto i piedi. Vabbè, vi direte: « ma Spidy è Spidy, vince sempre». E invece no. Sta li li a caricarsi con le frasi di “auto aiuto” quando arriva Devil, dice «Hope non è qui»,e se lo porta via. Vittoria di Colosso per abbandono.

Questi i primi quattro scontri della saga. Diciamo la verità: chi più chi meno riescono a fare bene il loro dovere. Il filone principale segue la vicenda, come si articola, cosa succede, non ha tempo di mostrare tutte le mazzate che i nostri eroi si danno, e quindi questi volumi fungono da una sorta di compendio a chi vuole (giustamente) un po’ di azione: si incastrano nella storia principale. 
Sono le “scene tagliate” pronte per l’”Extended cut”. Una cosa assolutamente divertente e metanarrativa sono le diverse didascalie che compaiono, in cui vengono “spiegate” alcune curiosità dei personaggi o vengono raccontati alcuni aneddoti.
Quindi, come fumetto in se ovviamente vale poco, me se inserito nella continuityi della storia e dell’azione sa come far divertire noi poveri lettori che si chiedono se il loro super eroe sia il più forte. Il mio ovviamente si! Chi è? Hahahahahahaha… Lo saprete più in là...


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