16 gennaio 2013

AVENGERS vs X-MEN n°3: Diagnosi dottore? Si, “Mania di grandezza” [Recensione]



«Dottore… Ho un problema…»

«Mi dica…»

«Voglio comandare!»

«Cosa intende esattamente? Vuole avere potere decisionale nella sua vita?»

«No no… Voglio proprio comandare tutto e tutti!

«Ah… E che mestiere fa signor Summers?»

«Niente di che… Sono il capo dei mutanti, sono stato anche preside della loro scuola»

«Bene, e crede di non riuscire a comandare?»

«No, a comandare, comando… Sono anche un po’ dittatore nel farlo…»

«Ma?»

«Voglio solo comandare tutto l’universo conosciuto!»

Questo dialogo è stato registrato da me medesimo durante uno dei tanti (ma sempre troppo pochi) incontri con l’analista del nostro pezpez (termine scientifico-assai per “pazzo”) Scott Summers detto "il Tiranno affetto da grave disturbo di Mania di grandezza".
In questo terzo numero del crossoverone AvX Ciclope da il meglio di se. Lo so che lo dico ogni volta, ma il caro Scott è così bravo ad essere pezpez che ogni volta riesce a stupirmi.

Avevamo asciato le due fazioni in guerra sulla Luna perché Hope-fatti-i-fatterelli-tuoi voleva provare ad essere posseduta da Fenice. Ma i nostri due gruppi di supereroi non riescono manco a guardarsi che subito devono prendersi a mazzate. Chi se ne frega se Hope sta andando a fuoco e sbiascica un «vi prego basta». Quelli non ci sentono e ancora giù a prendersi a randellate con i superpoteri. Per inciso: ci deve essere proprio un’antipatia forte tra la Cosa e Namor; quei due, negli scontri di massa, si cercano solo per picchiarsi a vicenda.
Hope un altro poco sta e poi si incazza di brutto: urla un «Basta!» molto cattivo (cioè, scritto in grassetto con tanto di punto esclamativo) e spruzza rabbia da tutti i pori cacciando una vampata di fuoco che acchiappa tutto e tutti. 
Nell'edizione americana è invece uno «Stop!» molto cattivo.
Hope chiama Wolverine dicendogli «Logan. Mi sbagliavo» (ma dai?) e il peloso e artigliato supereroe si lancia tutto bruciacchiato sulla ragazza, pronto a seccarla a volo a volo. Sta per colpirla, ecco, ci siamo quasi… Zack! Una lucetta rossa lo scaglia lontano da Hope. Mmm e chi potrebbe essere? Devil? No, ma c’ha il costume rosso… Ehm, Emma Frost? No, al massimo gli lanciava contro un collier da ventiquattro carati… Allora Batman! Ma che c’appizza? Ma vuoi vedere che è stato Ciclope? No, non è possibile, non può essere così idiota: Hope sta esplodendo talmente tanto che gli esce il fuoco dagli occhi, il mondo è a rischio di esplosione e annientamento, ormai si sarà reso conto che sta cosa di Fenice deve finire. E invece no! Coglione! Oh, l'ho detto! Ma puoi essere più stupido e incosciente?
Lasciamo quel criminale per trovare Iron Man e Ant Man in una navicella che stanno armeggiando con qualche macchinario. Un bomba atomica in versione supposta destinata a Ciclpoe? No, un mega robot-Goldrake pilotato da Iron Man per combattere Fenice. Mentre le due fazioni di supereroi (e Ciclope, che ormai è solo un superstr…) continuano a darsele di santa ragione, Iron Man vola verso fenice con il suo robottone. Nel frattempo, nelle altre parti del mondo, i mutanti capiscono che qualcosa sta un attimino succedendo, tra cui la cara Scarlet. 
Non penso che basterà un'aspirina per quel mal di testa.
Capitan America prova (ancora!!!) a convincere Ciclope a mollargli Hope, ma quello non ci vuole proprio sentire: «Hope e la Fenice sono destinate ad unirsi… E voi non potete impedirlo». Ultime parole famose perche Iron Man e la sua alabarda spaziale spazza via Fenice in un marasma di luce accecante.
Evviva! Fine! E mo gli altri tre numeri di che parleranno?
Aspè, aspè… Gli Avengers stanno boccheggiando nella sabbia lunare quando alzano lo sguardo verso gli X-Men, o almeno, quelli che prima erano gli X-Men. Iron Man-il-pacco ha fatto una caz***a! Non ha distrutto Fenice, ma la spaccata in cinque pezzi. E chi li ha “raccolti” questi pezzettini? Ciclope, Emma Frost, Namor, Magik e Colosso. E Ciclope dichiara «Ora noi siamo la Fenice»
Bene… Ottimo lavoro! Mettere un potere così grande in mano a un megalomane! Poi sono antipatici sti nuovi X-Men/Fenice: uno finisce le frasi dell’altro, parlano attraverso baloon gialli con i contorni neri e si sparano continue pose di superiorità nei nuovi costumini. Tant’è che Cap li smerda pure: «effetti pirotecnici e voci minacciose non cambiano niente». Vai Cap siamo con te! Ma quelli invece se ne fregano, bruciacchiano ancora un po’ i nostri Avengers e se la filano (portandosi Hope che invece voleva rimanere con Cap e co.) sulla terra.
«Dieci giorni dopo. Utopia.» e Il caro Professor Xavier-nientecarrozellamaancorapelato arriva in quel di Utopia accolto da Magneto. L’isola degli X-Men è ora diventata una futurissima palafitta che volteggia nell’aria. Xavier è giunto per scambiare due chiacchiere con il suo (e)x-pupillo perché non è proprio contentissimo. 
-We Scott come va?
-Bene Charlie, comando tutto l'universo mondo!
-Ma dai? Bravo, sei cresciuto.
-Eh, si. Ieri mi è caduto l'ultimo dente da latte.
Ma come al solito Ciclope non ci sente e dice al prof che hanno fatto tanto per l’umanità: dove era arido ora c’è il deserto, dove c’era la fame mo si strafocano, e “dove c’era l’erba adesso c’è una città”. Ma pure il prof poco ci sente (e ne ha ben donde) e dice al Megalomane: «così è barare… non costa niente». «Questo è il suo sogno, Charles… L’ho realizzato per lei.» Si, si, parati il culo tu.
Ma gli Avengers? E niente, tutto bene. A parte il fatto che stanno li ancora a sventare minacce e a capire come si può fermare il Matto. Iron Fist racconta un aneddoto da figli dei fiori: stavano combattendo, anzi, le stavano prendendo dalla Legione Elettrica (!!!) quando è arrivato Colosso, si è sistemato i mutandoni rossi e, invece di scassare tutto, ha risolto la cosa sedendosi affianco al Capo-Elettricista e semplicemente facendo due chiacchiere in Elettrico (!!! La lingua, mmm !!!).
Vabbè, ma allora sti nuovi X-Men non sono proprio cattivi: e aiutano il mondo, e convincono i cattivi ad aiutare l’umanità, e costruiscono case-ponti-palazzi, e aiutano le vecchiette ad attraversare la strada, forse forse sono un bene per l’umanità. Si, come no, tutte le dittature sono cominciate così, e infatti Cap e co. non digeriscono tutta sta bontà. Ma attenzione… Ci sono dissenzi! Bestia e Pantera Nera un pochettino l’occhio languido lo buttano verso gli X-Men.
Nel frattempo, ad Utopia, Hope se ne sta per i fatti suoi, quando Ciclope arriva giusto per fare lo stronzo.
La provoca: il potere della Fenice «è seducente», «il potere di ricreare mondi», «potere infinito».
E Hope sta come una tossica in crisi d’astinenza: «lo sento».
Ciclope allunga una mano: «e se te l’offrissi ora… Lo acceteresti?».
Ad Hope sta per schiattare una vena sul collo: «Io… Si».
E Ciclope ritira la mano infuocata di potere «Ma tu l’hai respinto» e mo ti fotti.
Ma che infame!
In quel di K’Un Lun, nel frattempo, Lei Kung-BatmanCinese va da un vecchio bendato perché gli serve il Libro dei Caduti che su IBS non lo ha trovato. Il vecchio lo porta davanti ad un leggio e con la sua mano occhiuta (perché ha un occhio sulla mano!!!) legge il best seller e comunica a Lei Kung che gli serve il «Pungo d’acciaio» per distruggere la Fenice. Tiè tiè, vuoi vedere che Iron Fist serve a qualcosa?
Ma ecco che la sete di potere di Ciclope non ha fine. Va alle Nazioni Unite e gentilmente dichiara che l’umanità è completamente assoggettata da loro: gli hanno dato tutto, mo non devono più rompere con guerre e violenze che non verranno più tollerate, pena il passare un intero week-end ad ascoltare Ciclope cantare i più grandi successi dei musical di Bollywood.
«Io, Io Io, comando Io, potere Mio»: la traduzione più fedele.
Piccola parentesi nello studio ovale dove un Obama (in ombra, ma riconoscibile) pistolotta Cap, Iron Man e Pantera Nera (in veste diplomatica): «quando il mondo funziona è perché c’è sempre una cultura della responsabilità. Una cultura che, ora come ora, questi X-Men non hanno… E bisogna fare qualosa».
Ma cosa? Gli Avengers decidono di rapire (prendere in prestito) Hope da Utopia. Dimenticandosi com’era andata nel primo numero di questo crossover, si gettano in questa “nuova” missione super pericolosa e super tecnologica che non li salva dall’incontrare Ciclope ed Emma Frost. E mo? Gli Avengers stanno già a redigere il proprio testamento quando arriva Scarlet! Salvezza? Si! Scott prova a fermare Scarlet, ma appena le tocca il braccio, si prende la scossa. Aspita… Scarlet può far male allo psicopatico? Non lo sapremo ancora. Scarlet si porta via i cari Avengers seguita pure da Hope che approfitta del passaggio.
Vabbè, ma Ciclope l’avrà presa bene… Manco per niente: «basta vendicatori!», parafrasando la stessa Scarlet quando con il suo «basta mutanti» decretò il genocidio della razza.
Fine… Almeno fino al numero 4.
Oh cazBIIIP!
Sul piano tecnico che dire? Squadra che vince non si cambia: Fraction e  Hickman ai testi, la prima parte è disegnata ancora da Romita Jr. (al suo ultimo intervento in AvX), mentre la seconda parte è illustrata da Oliver Coipel. Come ho ripetuto in precedenza: solidi autori che sanno portare avanti il racconto, ma nulla di eclatante. Qualche parte interessante c’è: quando Ciclope racconta a Xavier tutte le belle cose che ha fatto per il mondo, Coipel struttura le due pagine dividendole a metà per mostrare con quattro istantanee ciò che sta succedendo; interessante anche le divisioni tra le vignette, in diagonale, che, se se sovrapposte danno una X. 
L'immagine, in originale, è a tutta pagina ma questo passa il convento-Google.
Certamente un gioco di mestiere che non rende l’albo un capolavoro, ma sicuramente dimostra che è meno banale del solito.
E quindi rimaniamo in attesa delle prossime mazzate, sperando che qualcuno ponga fine alle sofferenze (nostre), uccidendo Ciclope. Anche perché manca poco che quello si mette ad organizzare parate militari con stendardi con la sua faccia sopra.

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AVENGERS vs X-MEN n°2: La fiera del baratto e del bugiardo  
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AVENGERS vs X-MEN: Tu Da Che Parte Stai? Svizzera!

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