11 aprile 2015

I Cavalieri Dello Zodiaco, La leggenda del grande tempio: la saga delle 1.000 lacrime [Recensione]

Capisco, sia chiaro, che certi “miti” cinematografici siano immortali e che ogni nuova generazione voglia vederli tornare… Transformers, Tartarughe Ninja, Star Trek… Certo che, chi più, chi meno, nel bene o nel male, ci son riusciti… Poi c’è chi, invece, non ci riesce proprio e devasta tutto… Indiana Jones e il regno di cristallo è stata la malvagità fatta pellicola… E quindi era chiaro che, prima o poi, anche i Cavalieri Dello Zodiaco subissero il trattamento di restyling per ciòvani!
Ci è risucito?
Ovvio che no! Il fallimento è stato di proporzioni bibliche! L’armageddon per Pegasus e compagnia.
Per carità, bellissimo visivamente, anche se troppo “luminoso” per la rielaborazione della saga più figa, cupa, drammatica ed intrigante della serie anime degli anno ’80, ma vabbè, non male.
«va bene questa posa per la fotografia?»
Il principale e gravissimo problema è l’aver ridotto ad un’ora e mezza e spicci una saga di ore, complessa e articolata come quella delle “12 case”. Vedere il film, conoscendo, ovvio, la trama, ti mette ansia: «andiamo, facciamo, combatti? No? Bene, proseguiamo. Combatti? Ok, mazzate! Pugno di Pegasus, giù, vinto! Andiamo!». Alla fine del film ti ritrovi a riprendere aria per la corsa. Si chiaro, non è per l’ansia dell’ineluttibile morte di Atena, è proprio perché vanno veloci! Tu infatti non la percepisci st’ansia drammatica, manco il tempo che scorre inesorabile! Vedi solo sti tizi correre e spicciarsi ad avanzare! Ma già il fatto che siano assenti sia l’orologio che scandisce le dodici case, che la freccia nel cuore di Atena che penetra ad ogni ora, ti da pensare. È comprensibile che era impensabile condensare tutto in poco tempo, ma così sembra di vedere un film in DVD col telecomando in mano, saltando le scene. Ma scegliere un’altra trama? O inventarsela proprio di sana pianta?
Tra l’altro perdono un sacco di tempo, ma tanto, all’inizio per i vari spiegoni su chi siano sti cavalieri, chi sia Atena, ecc… Quindi è normale che l’incontro con il primo cavaliere d’oro, Ariete (che con gli occhialetti da intellettuale non si può guardare), duri tre secondi: «ciao, siamo i cavalieri di Atena e dobbiamo passare, possiamo?» «si certo», cambio scena. Infatti, proprio per la ragione che devono muoversi a raccontare la trama, anche i cavalieri d’oro tutto d’un pezzo, quelli che ci mettono mille puntate per batterli o convincerli, qui si fanno convincere facili facili con due chiacchiere. Con alcuni, importanti nella saga originale, non combattono proprio: vedi Fish o Virgo che da terribili e inquietanti diventano o praticamente inesistenti (il primo) o tenerelli alleati (il secondo). Per motivi di velocità, un grande assente, almeno per più di metà film (ma anche dopo non è che chissà che presenza) è Phoenix che compare, mena qualche mazzata qui e li, fa il guappetto e basta. Non sai dove è stato, che ha fatto, come è arrivato li, niente.
Atena è talmente greca, ma talmente greca che pare egizia
Inoltre, i realizzatori, hanno deciso di cambiare l’estetica iconica (perché è così) dei personaggi e del loro mondo in generale: le armature sono esteticamente tutte uguali (specie per i cavalieri d’oro) è assomigliano a quelle di Iron Man con tanto di elmetto che si chiude attorno al volto, le dodici case sono prese paro paro dall’Asgard cinematografica (si, sembra un crossover tra Iron Man e Thor), gli scrigni che contengono l’armatura sono ridotti a degli specie di i-pad che tu clicchi e le armature compaiono (eliminando totalmente la “fatica” di portarsi dietro l’armatura pesantissima sulle spalle). Cambiano anche i personaggi: Scorpio è donna! Lungi da me fare il sessista, sia chiaro, ma che c’appizza? Un cambiamento utile quanto le catene di Andromeda (che, dai, sappiamo tutti che è un cavaliere pezzotto). Infatti, diciamocelo, non ci sono cavalieri donna, tant’è che l’armatura con le tette (del su citato Andromeda) viene dato ad un uomo, e tu mi cambi il sesso. Che senso ha? Politicamente corretto? Sarà… Fa anche una figurella di niente che dopo aver intimato che nessuno passerà per la sua casa, un cazzottone la manda alla casa successiva.
Iron Pegasus Man
Ma forse, la scena più terribile, il cambiamento più vomitevole, è destinato a Cancer. Praticamente un Jack Sparrow in armatura d’oro che ha trasformato la sua casa in una discoteca, con le facce delle anime alle pareti, che si illuminano di blu, rosa, verde e giallo elettrico, da crisi epilettica e… Non vorrei dirlo… Ma devo… Canta!!! Si canta come un cattivo della Disney con una musichetta da cattivo Disney… Che tristezza…
Eccoli qua e quanto so belli... Tsz -__-
Il film è infarcito di scenette comiche o ridicole da anime per adolescenti, ed infatti il problema è questo! Gli adolescenti di oggi non sono gli adolescenti di ieri, si stava meglio quando si stava peggio, ai miei tempi era diverso, ecc… Il pubblico di oggi ha bisogno della pillola zuccherosa ed edulcorata di qualsivoglia dramma o conflitto interiore o esteriore che sia. Il film perde tutta l’epicità in favore di un’estetica lussuosa, ma dimaniera, e da videogioco, non c’è più alcun pathos, manca del tutto il concetto dell’eroe sofferente che alla fine riesce. Se Pegasus è praticamente imbattuto in ogni combattimento o prende pochissime mazzate, come potrà emozionarci alla fine quando batte il cattivone Gemini? È ovvio che non lo farà!
Faccina zuccherosa da tenerellissimo... Perchè!?!?!
Questo film è una corsa a perdifiato verso la rovina! La rovina di una icona dell’immaginario contemporaneo che, volente o nolente, piaccia o disgusti, fa parte della contemporaneità cinematografico-televisiva e che, in qualche misura, ha contribuito a formare almeno un paio di generazioni sul significato del dramma, del dolore ma anche della risoluzione con i propri mezzi e la propria forza. Ma oggi, l’unico dramma che le nuove generazioni si trovano ad affrontare è se Peppa Pig riuscirà o meno a passare la palla al suo fratellino George. Oink!

Nessun commento:

Posta un commento

http://viaggiopernerdopolis.blogspot.it/