14 dicembre 2013

Pacific Rim: il sogno nerd di ogni nerd di ogni età (ma cresciuto negli anni 80) [Recensione: in realtà, sfogo nerd]

Un paio di coordinate: Del Toro è un grandissimo e Ufo Robot Goldrake è più figo di Jeeg!
Allora, diciamocelo con onestà, suvvia, che è stato soltanto dopo Hellboy che Del Toro è diventato finalmente un autore riconosciuto a tutti gli effetti. Nonostante Blade II sia forse l'unico prodotto audiovisivo dedicato al vampiro abbronzato che non ti fa scendere le... E, infatti, dopo, tutti i film precedenti (forse tranne Mimic che, beh, insomma) sono stati “rivalutati”. E poi, diciamocelo ancora… Ma Il labirinto del fauno non è uno dei megameravigliosi film meravigliosi delle meraviglie?
Infatti, mi ha fatto strano che lo stesso regista delle millemila creature di Hellboy II si è messo a fare un film su robbottoni gigantissimi. Ma così giganterrimi che Daitarn sembra un nanetto al confronto. E, infatti, una cosina da dire ci sta: l’impronta dello zoccolo di Del Toro non è che sia proprio evidentissima come in altri film. Ma, cosa ancora più importante: chissene!!!
Perché??? Perché il tuo sogno dei sogni da bambino mentre desidera, è stato avverato.
Per chi oscilla tra i 25 anni, fino ai 40, questo è il periodo migliore per andare a cinema. Si, potranno esserci delusioni ma, tra supereroi, transformers e robbotti vari, il tuo desiderio fanciullesco di vederli prendere vita, è stato esaudito. Come se Babbo Natale ogni mese ti portasse ancora il tuo regalo.
Ma andiamo con ordine…
Cioè, no, in realtà non c’è un ordine da seguire. Solo una biforcazione. Chi se ne frega della trama. Il film infatti è diviso in due grandi parti: intermezzi di cui non te frega una mazza e combattimenti supermega meravigliosi.
Se i siparietti drammatici-motivazionali-“comici”-testosteronici ti lasciano assolutamente privo di emozioni, è pur vero che le scene d’azione t’investono di una nerditudine brutta. Vieni colto da quel nerdare duro che non ti fa semplicemente brillare gli occhi, ma te li trasforma in due fari fendinebbia.
Ti aspetti di vedere un film di robot che randellano alieni a colpi di razzi e alabarde spaziali? E quello trovi. Che c’è di meglio per uno cresciuto a pane e Mazinga Z?
Personalmente, Transformers e seguiti, nonostante la sceneggiatura scritta col culo e attori che recitano col culo, il suo dovere lo fa. E inutile criticare: Optimus Prime che si trasforma da camion tamarro a eroe fichissimo è una manna dal cielo per ogni fan dei trasformabili robot. E qui, l’altro versante ha finalmente trovato valvola di sfogo. Alla fin fine i cartoni animati di quando eravamo piccoli avevano due tipi di robot: le macchinine Transfomers e gli scassatutto Astrorobot-Jeeg-Goldrake-ecc. E finalmente, ecco tutta la nostra robotica infanzia che diventa il nostro contemporaneo e ci fa felici come ad un party di cosplay di Lamù dal reggiseno difettoso.
Pacific Rim sarà pure pieno di stereotipi di fantascienza e film action anni ’80, ma tutto va in secondo piano rispetto all’emozione viscerale che provi quando i Jeagers vengono sganciati in mezzo all’oceano, pronti a dare cazzottoni meccanici e gomitate robotiche ai denti alieni dei Kaiju. 
Questo è il film: mazzate di una ficaggine pazzesca. Te lo vedi per questo e per questo sei soddisfatto di vedertelo. Punto. Il tuo sogno di vedere Godzilla spatafasciato da Daitarn 3 è stato esaudito. E se non avevi questo desiderio da piccolo, vuol dire che ti vedevi solo Candy Candy e questo non è il film per te.
Scene d’azione girate con maestria, coinvolgenti, emozionanti, talmente piene zeppe di dettagli che sei sempre ad un passo da una crisi d’isterica gioia. Geniale anche la trovata fantascientifica, e molto molto cyberpunk, dei piloti collegati tra loro e alla macchina per essere un tutt’uno potentissimo. 
Beh, sempre più realistico di quattro bottoni e un joystick dei robbottoni giappi sopracitati. Pieno di citazioni ed omaggi ad una filmografia di serie B che ha costruito comunque il nostro immaginario fantascientifico.
Quindi si. Un film riuscitissimo, senza pretese se non quella di emozionare il bambino che è in te e di trasformare un adulto tutto serio e posato in gasatissimo nerd che da solo vale un coro ultras mentre canta: «si trasforma in un razzo missile col circuito di mille valvole…».
So che hai continuato la canzoncina nella tua mente. Ah, adesso ti torturerà per le prossime ore.

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