11 ottobre 2014

Lego Movie: il bambino che è in te incontra il nerd che è in te [Recensione]



Se hai avuto un’infanzia arida di fantasia, ebbene, questo film non è quello che fa per te. Se da piccolo eri abituato a giocare con le cose preconfezionate questo non è il film per te. Se i tuoi illuminati genitori, invece di regalarti i Playmobil ti regalavano un set Lego ma tu seguivi le istruzioni della scatola, questo non è il film che fa per te.
Questo è il film per i fantasiosi, per i novellieri, per chi è sempre stato abituato a vedere in uno scatolone di cartone un castello e/o un rifugio, per chi si costruiva un elmo con la confezione del pandoro, per chi vedeva nei mattoncini Lego infinite possibilità.
Questo film è un piccolo gioiellino. Realizzato quasi interamente in stop-motion, è un tripudio per la vista: acqua, fumo, nuvole, bollicine di sapone, tutto è costruito in mattoncini. E tu stai li a magnificarti e a ripeterti «ma quanto ci hanno messo?».
Immagini da assunzione di LSD
Interi piani sequenza letteralmente mozzafiato stanno a ricordarti la tua infanzia di giochi e costruzioni fantasiose, mentre i protagonisti creano veicoli, armi e quant’altro con i pezzi lego del loro mondo, assemblando e riassemblando tutto ciò che trovano tra le mani.

La trama è semplice, ma allo stesso tempo forte metafora di tutto ciò che è gioco: un anonimo pupazzetto Lego sembra essere il predestinato per impedire che tutto il mondo di mattoncini rimanga per sempre identico a se stesso, fissato e immutabile, senza cambiare fantasiosamente. Non voglio spoilerare il grazioso e metaforico finale perché tutti devono avere la sorpresa e la sensazione di familiarità.
Ahhhhh... Schizofrenia a mattoncini
Il film è pieno zeppo di citazioni, rimandi, richiami, personaggio della nostra infanzia, del nostro presente, del nostro immaginario, è ricco di battute divertenti, non sense, riferimenti alla cultura pop, e quant’altro.
Cioè... Solo la presenza di Michelangelo, vale tutto!
Un viaggio meraviglioso nelle fantasie infantili e in quelle dell’adulto. So che l’intero film può sembrare un’intera e mega campagna pubblicitaria della Lego, ma… Andiamo… La Lego ha forse bisogno di pubblicità? Chi è quell’anonimo e malvagio essere che non ha mai stretto tra le mani, almeno una volta, un mattoncino? Chi non ne ha mai attaccati due assieme?
E il film non fa altro che cavalcare, in un galoppo forsennato, la meraviglia e lo stupore del continuo mutare del gioco, del continuo montare e smontare, edificare e far crollare mille costruzioni.
E, suvvia, in un mondo cinematografico in cui la fantasia si è presa una bella e duratura vacanza, finalmente esce un film che vuole farla ritornare per farla restare. Ma, quella, niente, non ne vuole sapere, e l’industria hollywoodiana le paga la sdraio su una bianca spiaggia caraibica e i suoi cocktail alcolici.
Ma la cosa importante che Batman è sempre figo!!!

3 commenti:

  1. Anonimo15:58

    Grandi lego...anche se le faccine sono diventate troppo complesse...mi piaceva "quell'uguaglianza" di fondo che associo ai lego degli anni '90; era raro vedere una testina gialla con un numero di tratti superiori alle due palline nere sbiadite (gli occhi) e alla lineatta parzialmente ondulata (la bocca)...ringrazio i lego perchè nel mio caso, e spero non solo nel mio, hanno reso il fantasy domestico, privato e polidimensionale (oltre a vederli in tre dimensioni potevo anche toccarli, e credo che su alcuni dei miei tanti pezzi e pezzettini custoditi sia possibile rintracciare anche segni dei miei denti...ok anche un libro fantasy si può mordere ma non è la stessa cosa..)...sembra quasi che il 3D del cinema fantasy moderno sia un'involuzione...

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    1. XD non parliamo di segni di denti... Dopo il film mi son andato a ripescare i miei mattoncini in soffitta... Se non altro se dovessi fare una brutta fine nel mio viaggio per Nerdopolis, possono recuperare la mia imprinta dentaria da li! Sono d'accordo con te... Il creare un mondo a tre dimensioni e toccarlo, interagire con una tua creatura è una sensazione impagabile che spero, i nerd in erba più lungimiranti, facciano ancora... Ma, aihmè, sono un nerd disfattista... E non credo

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    2. Anonimo10:53

      ai posteri l'ardua sentenza diceva qualcuno d'importante che ora non ricordo...certo si ripete la costante narrazione del "vecchio" che accetta il cambiamento a metà proiettato a conservare parte di ciò che lo ha "cresciuto"...una cosa è certa, tra le tante "disgrazie e disavventure" che potrebbe attraversare un mio ipotetico figlio nel futuro, erediterà la consistente parte della mia riserva di mattoncini..(da considerare c'è la spartizione con mio fratello ancora da contrattare)..spero ci si appassioni.. ciao leo

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