11 luglio 2015

Il Grande Match: la battuta è troppo facile [Recensione]

Si, la battuta sul fatto che il film sia stato girato direttamente in qualche ospizio di grandi star hollywoodiane è troppo facile e non la farò, come non farò tutte quelle battute che ne verrebbero fuori e… No! Non le farò perché sarebbe come sparare sulla croce rossa… E… No vabbè, è troppissimo più forte di me! Anzi, è più forte del film farti uscire ste battute!

Ma andiamo! Ma che tristezza può essere: due vecchietti con problemi di prostata che decidono ancora di suonarsele di santa ragione! Manca solo che si randellino con il catetere!

Due ex pugili, uno dalla vita alquanto fallitella (Stallone) e l’altro più o meno riuscito dopo l’abbandono del ring (De Niro), ma entrambi con problemi grandi quanto il pannolone per la notte. Ora io dico… Ma non sembra un maledettissimo crossover tra Rocky e Toro Scatenato? E soprattutto… Avevamo davvero bisogno di un film così? Il mondo del cinema ringrazia sentitamente ma declina l’offerta, solo che il film è come quelle vecchiette insistenti che ti devono gentilmente e ossessivamente offrire una di quelle tipiche caramelle da anziano dal tipico sapore “giallo ocra” finché non te le prendi, te la ficchi in bocca a rasparti la gola.

La storia è il maledettissimo crossover tra Rocky e Toro Scatenato! La storia dei due personaggi è quella dei loro rispettivi film, solo che la “genialata” dello sceneggiatore è stata quella di dar loro un passato in comune e, quindi, giustificare la loro rivalità.

E il film è di una noia mortale: ti addormenti come un anziano davanti le puntate alle quattro del mattino di una telenovela venezuelana passata su rete 4. Raccontare dell’allenamento di due pugili non è cosa facile senza annoiare lo spettatore, ci son riusciti i maledettissimi Rocky e Toro Scatenato: due capolavori, diversi tra loro, per intenti e costruzione narrativa, ma entrambi capaci di emozionarti con la “sconfitta” umana e poi professionale. L’Ultimo Match ci prova, manco tanto a dir la verità,  ma fallisce una continuazione nella banalità, nel retorico e nel già visto che, francamente, non può più emozionare.

E, a parte le battute facili, è vero che il film su anziani che si scazzottano è molto triste! Triste perché non coglie la tematica che sperava, invece, di cogliere: la competitività di due professionisti che nello sport e nella vita (in un modo o in un altro) hanno continuato e continuano a lottare fuori e dentro il ring. Questo il tema del film, solo che è trattato con talmente tanta superficialità che finisci per sentirti come rinchiuso in un ospizio a guardare Perry Mason in tv. 
Triste, tristissima citazione! Di "Rambo" vero!?!
In una puntata dei Simpson, Bart e Lisa portano Il piccolo aiutante di Babbo Natale dal nonno nella casa di cura per ravvivare l’atmosfera, solo che quando lo vanno a riprendere trovano il loro cane moscio e appassito.

Ecco, così ti senti: senti la gioia di vivere scivolare via, mentre ti tiri sulle ginocchia il plaid a tema scozzese e dividi le pillole in base ai giorni, mentre un orologio a cucù ti ricorda che Forum sta per iniziare. E dire che il signor Abbatelli della casa affianco fa queste cose, ma ha la gioia di vivere per altre due vite! Spero che non veda mai sto film. Non si sa mai…

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